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di Ettore Paladino
In questa serie sui domatori scrivo adesso di un artista non italiano in anagrafe: Emile Smith. Nato in Inghilterra nel 1957, figlio di Horace ed Edith Smith. I genitori vengono scritturati da Leonida Casartelli nel 1961, per seguire il parco animali e addestrarli per i diversi numeri. E di lavoro non ne manca visto che durante la lunga permanenza presso il loro circo Horace prepara ben tre numeri di elefanti e tre di felini, due di tigri e uno misto leoni e tigri.
Sono gli anni in cui il circo dei Casartelli è in piena attività, e viaggia molto anche fuori dall’Italia. Hemile è ancora bambino, ma il padre lo impegna già a occuparsi degli animali. Prima di andare a scuola aiuta nelle pulizie di scuderie e gabbie; dopo i compiti assiste e aiuta il padre nel dressage. Ricordo che parlando con Emile ci raccontò di come suo padre fosse molto stimato come addestratore, ma per certi versi malvisto proprio perché metteva gli animali avanti a tutto. Ad ogni arrivo sulle piazze, i primi attacchi dell’acqua dovevano essere per gli animali. Le persone potevano aspettare…

al Teatro Gerolamo da giovedì 12 a domenica 15 febbraio 2026 – sei repliche
con la pregiata Compagnia Circo dei Sogni
regia Paride Orfei
direzione artistica Roberto Bianchin
cast
Carillon | Naimana Casanova | Benjamin Delmas | Nicole Errani | Samuele Manfredini |
Carola Marzocca | Sneja Nedeva | Noemi Nox |Cristian Orfei | Federica Solinas |
Daniele Tommasi| Bob R. White | Nicolas Veloza | Nicole Davis
Leggi tutto: MILANO, I “FENOMENI” DI PARIDE ORFEI AL CIRCO TEATRO GEROLAMO
di Vittorio Marini
Non ha nulla da invidiare ad altri complessi anche di più grandi dimensioni, per la sua presentazione al pubblico che a tutti gli spettacoli affolla lo chapiteau, attratto da quella ricchezza di luci colorate che sembra quasi un invito ad “ammirare”. Sto parlando del Mexican Circus Codanti che ha fatto nuovamente tappa nella mia città, dopo la felice permanenza durante le feste di Natale 2023.
di Roberto Bianchin
Secondo lo storico del circo Pascal Jacob, direttore artistico a Parigi del “Festival du cirque de demain”, la Francia e il Québec sono attualmente all’avanguardia nelle nuove proposte artistiche legate all’evoluzione del più antico e più grande spettacolo del mondo. Un’edizione innovativa che non rinnega le basi della tradizione. I due premi maggiori alla bascula canadese della troupe “Machine de cirque” e al contorsionista-dislocatore etiope Yaya Diarrasouba.
Leggi tutto: A Parigi la sfida di Francia e Québec - Al Festival du Cirque de demain
Alessandro Serena "nipote d'arte", firma il libro "Moira per sempre"sulla sua vita. "Femme fatale", trasformista, emancipata, queer: semplicemente un'icona.
Un ritratto di Moira Orfei firmato dal nipote.
L’autore è Alessandro Serena, 59 anni, nipote della Regina del Circo, professore di Storia dello spettacolo circense, produttore e regista. E' tra gli eredi della diva e con la sua compagnia “Mosaco Errante” continua a divulgare lo show e la cultura circense in chiave moderna. Il titolo del libro è “Moira per sempre” edito da Odoya (264 pagine), e la sua vita da favola sarà presentata venerdì 30 gennaio, alle 18.30 alla libreria Moderna di San Donà. La pubblicazione arriva a conclusione degli eventi celebrativi che si sono svolti nel 2025, decennale della scomparsa, proposti da Serena, che ha visto avvicendarsi ospiti, flash mob, performance dal vivo e una serie di incontri, tavole rotonde all’Università degli Studi di Milano. Un omaggio alla sua stella comparirà anche nella serie tv “Portobello” su Enzo Tortora, firmato da Marco Bellocchio, il debutto è previsto in febbraio su HBO Max. «Si tratta di una raccolta di saggi – spiega Serena – contenente approfondimenti di critici e operatori circensi italiani. Gli autori sono tredici per la precisione, tra cui alcuni “saluti” della cugina Liliana e di Carlo Bossio, docente della Statale di Milano. Il volume racconta in maniera completa la personalità della diva che si intreccia nella storia italiana, sinonimo di rinascita, creatività e inclusione. Una vera favola del Novecento, capace di trasformare una zingarella senza cognome in una stella.
Leggi tutto: Il Palmares del 45° Festival Mondial du Cirque de Demain
di Ettore Paladino e Roberto Rossanigo
Tre domatori, tre stili diversi, dovutamente al passo con i tempi.
Bianco, classe 1922, lavora fra gli anni 50 e 70, con uno stile se non proprio in ferocia comunque basato sugli effetti scenici e sulla supremazia dell’uomo sugli animali. Lavora molto all’estero, in Europa ma anche negli Stati Uniti. Presenta gruppi numerosi, fino a 18 leoni, come riportato da Maurizio Miglioli.
Passa la frusta al figlio Lucio, classe 1953, che oltre ad essere un valido acrobata a cavallo, da metà degli anni ’70 si dedica a tempo pieno all’addestramento di animali, soprattutto ai numeri di belve. Diversamente dalla maggior parte dei suoi colleghi italiani lavora con gruppi misti (tigri, leoni, pantere ed anche un giaguaro) e numerosi, fino a 12 tigri. Presenta “spilli” particolari come la passeggiata fuori dalla gabbia con la tigre al guinzaglio e/o con il giaguaro (di nome “Tequila”) sulle spalle.
Leggi tutto: Bianco, Lucio, Nelson Zamperla: tre generazioni di domatori