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In libreria il primo volume dedicato alla Regina del Circo.
Moira regina, icona, rivoluzione. La vera favola di una donna senza eguali. Una storia tutta italiana di rinascita, creatività e inclusione.
Esce nelle librerie Moira per Sempre edito da Odoya, un volume destinato a diventare un punto di riferimento per gli appassionati e non solo, che per la prima volta racconta in maniera completa la vita di Moira Orfei, una vera favola del Novecento, capace di trasformare una zingarella senza cognome in una stella assoluta dello spettacolo.
Dopo il notevole esito degli eventi dedicati a Moira Orfei, proposti da Mosaico Errante, con il sostegno del Ministero della Cultura, con l’omonimo progetto “Moira per Sempre” nel quale si sono avvicendati ospiti, performance, flash mob e una serie di incontri all’Università degli Studi di Milano nell’ambito delle Giornate di Studio sull’arte circense, ora le celebrazioni in ricordo della Regina del Circo culminano con la pubblicazione del libro Moira per Sempre, il primo saggio dedicato a tutto tondo alla donna che, per prima in Italia e tra le poche al mondo, ha avuto un’impresa circense a suo nome.
di Vittorio Marini
Domenica 18 Novembre 1973, il Club Amici del Circo, con l’allora Presidente Ricciotti Giollo, organizzò la prima gita per visitare un circo all’estero. Era il Circo Nazionale Svizzero Knie, che faceva tappa a Lugano, come tutti gli anni a fine stagione, ad ospitare i circa ottanta soci del Club, partiti da Milano su due pulmann. Si arrivò a metà mattina in tempo per visitare il grande zoo ed assistere allo spettacolo per i bambini che Knie organizzava tutte le domeniche mattina e poi il primo spettacolo pomeridiano.
Programma di tutto rispetto che prevedeva gli eccezionali numeri equestri della famiglia Knie, l’esotico di Rolf jr con cavalli, zebre, un guanaco e l’ippopotamo, gli elefanti di Franco e Louis jr con l’elefante in equilibrio sull’asse e il salto alla bascula.
Ringraziamo Nicola Della Calce per gli scatti che ci ha inviato
Monte-Carlo si prepara ad accendere ancora una volta le luci del suo chapiteau dal 16 al 25 gennaio 2026, nell’iconica struttura di Fontvieille, andrà in scena il 48º Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo, affiancato dalla 13ª edizione della New Generation, la competizione dedicata ai giovani artisti.
L’organizzazione ha finalmente svelato la lista ufficiale dei numeri in programma, un insieme straordinario di discipline, culture e scuole circensi provenienti da tutto il mondo. Come da tradizione, il festival promette un’edizione spettacolare, con il ritorno di grandi famiglie circensi, sorprendenti innovazioni artistiche e diversi debutti assoluti sotto il tendone monegasco.
Gilda Vulcanelli è stata domatrice per un periodo non lungo, circa una decina d’anni. Ma ha lasciato un ricordo forte del suo stile, carattere e modo di muoversi in pista.
Potremmo definirla “figlia d’arte”, visto che il suo maestro è stato il padre Mario, che ha svolto a lungo l’attività di domatore.
Gilda inizia a provare giovanissima sotto la sua guida; aveva circa 16 anni e il numero di gabbia del circo Wulber veniva presentato dal cognato Ettore Weber. Nessuno dei fratelli era interessato agli animali feroci, mentre lei sì.
Il periodo di formazione fu molto breve. Weber lascia il circo con la moglie e lavora come artista. Mario Vulcanelli non ha più tanta voglia di presentarsi in pista e così Gilda inizia la sua carriera quasi di improvviso. A soli 17 anni debutta col numero di leoni del padre che in quei giorni era assente dal circo. Ci sarà poi tempo e modo per imparare a gestire il numero e gli animali in maniera più esperta.
Il circo Conelli sulla Bausschänzlidi Massimo Malagoli
Leggi tutto: CONELLI 2025 – Il Natale che prende forma sulla Bausschänzli
La televisione svizzera RSI ha dedicato uno speciale al Circo Nazionale Svizzero Knie, attualmente in tournée in Canton Ticino. All’interno della trasmissione Storie è stato infatti presentato un lungo servizio-documentario che racconta da vicino la grande famiglia allargata del Circus Knie: non solo la storica famiglia Knie, ma anche artisti, tecnici, lavoratori e tutte le persone che rendono possibile la magia del più importante circo svizzero.
Leggi tutto: Uno sguardo esclusivo dietro le quinte del Circus Knie
Piazza Duomo, cuore pulsante di Milano, oggi 28 novembre 2025 si è trasformata in un palcoscenico aperto, vibrante e sorprendente. Nel pieno flusso di turisti, cittadini e passanti, un’onda bianca e nera di maschere identiche ha catturato l’attenzione: erano i volti di Moira Orfei, la Regina del Circo, evocati in un flash mob che ha concluso le Giornate di Studio sull’Arte Circense.Leggi tutto: Milano omaggia Moira Orfei con un flash mob indimenticabile
Bagonghi era il nome che veniva usato nel mondo dello spettacolo da molti clown e acrobati nani. Per citarne alcuni famosi dobbiamo risalire ad Andrea Bernabè, che a detta degli studiosi, fu il primo Bagonghi nella storia del circo italiano. Nato a Faenza nel 1850, alto un metro e 10 centimetri, fece successo sulle piste dei circhi e morì nel 1870 ricco ed appagato. E più vicino a noi Franco Medori che nel 1951, cadde tra le fiamme e morì ustionato nel tentativo di salvare dalla distruzione il tendone del circo Togni, colpito da un incendio a Bolzano.
Il Bagonghi “novarese” era Giuseppe Bignoli nato nel 1892 a Galliate, un piccolo, a quell’epoca, paese alle porte di Novara. Era il terzo figlio di una famiglia contadina che, pur non avendo sviluppato un fisico perfetto, era dotato di una eccezionale intelligenza. All’età di 14 anni, consapevole che il suo problema non gli avrebbe permesso di lavorare, prese la decisione di aggregarsi ad una compagnia circense di passaggio da Galliate. Era il Circo Brizio-Pellegrini di Aristodemo Pellegrini, molto noto in quegli anni. Si esibivano clown, giocolieri, trapezisti, cavallerizzi, nella più pura tradizione circense. A quel tempo non c’era la televisione, la radio o il cinema e lo spettacolo circense era molto seguito ed amato.