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di Vittorio Marini
Novembre 1988, le pagine centrali della rivista “Circo”, erano dedicate all’apertura dei corsi regolari dell’Accademia d’Arte Circense di Verona, istituzione che dopo tanti ostacoli, remore e diffidenze trovava finalmente il suo spazio prezioso.
di Massimo Malagoli
Nel cuore dell’Alsazia, tra vigneti e piccoli villaggi del Basso Reno, esiste un luogo che sembra sfidare ogni logica geografica dello spettacolo internazionale. A Kirrwiller, paese di appena cinquecento abitanti a pochi chilometri da Strasburgo, sorge infatti il celebre Royal Palace, autentica istituzione del music-hall europeo e ormai punto di riferimento per artisti circensi, ballerini e appassionati provenienti da tutto il continente.
Definito spesso il “Las Vegas alsaziano”, il Royal Palace non è semplicemente un cabaret, ma una gigantesca macchina dello spettacolo capace di attirare oltre 200 mila spettatori all’anno, mantenendo allo stesso tempo una gestione indipendente e familiare. Un caso quasi unico nel panorama europeo.
Una troupe cinematografica si aggira in questi giorni tra gli chapiteaux e le caravan del Piccolo Circo dei Sogni di Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, dove sorge la scuola di arti circensi “Academy Circus” di Paride Orfei, artista e imprenditore circense, figlio del celebre Nando.
Stanno girando un film, proprio mentre la scuola celebra i saggi di fine anno, dedicato a un’altra leggenda del circo italiano come Anita Gambarutti Orfei, acrobata e cavallerizza, moglie di Nando e madre di Paride, Ambra e Gioia.
Il film, che ha per titolo “Anita delle Amazzoni”, parafrasando il titolo di una delle grandi produzioni degli Orfei negli anni ’70, “Il Circo delle Amazzoni”, racconta la storia del circo italiano del Novecento attraverso le vicende della protagonista.
Viene prodotto dalla società di grandi eventi “Circo dei Sogni Entertainment” ed è firmato dal giornalista e scrittore Roberto Bianchin, Premio Massimo Alberini per la critica circense, e dal regista Piero Fontana, noto per la sua produzione di cortometraggi e documentari e la collaborazione con importanti artisti contemporanei.
Leggi tutto: “ANITA DELLE AMAZZONI” Un film sulla vita di Anita Gambarutti Orfei
Il buon leone. A Chicago una bimba di due anni, Susie Quigley, va al circo con la mamma.
Dal 16 al 23 maggio 2026, negli spazi de La Mia Libreria e dell’enoteca Marinella, il maestro Silvio Sangiorgi presenta la nuova edizione della mostra “A metà strada: cibo, souvenir e spettacoli il Giorno del Circo”. Un percorso tra arte, letteratura e atmosfere circensi, arricchito da nuove opere, poesie e racconti dedicati ai protagonisti della fiera del circo. Gli Amici del Circo sono tutti invitati a partecipare.
Leggi tutto: Silvio Sangiorgi torna a Latina con “A metà strada”
«Se uno nasce in un circo — dice Flavio Togni si trova a lavorarci senza neanche saperlo. Si comincia a giocare con gli animali veri quando gli altri bambini giocano con quelli di pezza. Ci si va a nascondere dove dormono, dove mangiano. Si impara a toccarli, a conoscerli, ad amarli.»
Leggi tutto: IL RE DEGLI ELEFANTI HA SOLO 16 ANNI (dalla Domenica del Corriere del 1977)
di Ettore Paladino
“Non mi piace la parola domatrice, perché rimanda a un concetto di forza che pone l’uomo al di sopra degli animali. Nella mia relazione con loro, invece, il rapporto è paritario”
In queste poche parole Valeria esprime appieno quello che è il suo approccio con gli animali. Non appartiene a una famiglia di addestratori; la madre, Mirella, era una ginnasta che è entrata nel circo sposando un trapezista (Gheorghe). Insieme hanno lavorato come volanti, e lei al trapezino. Entrambi sono comunque molto amanti degli animali, e trasmettono questa loro passione ai tre figli, Valeria, Desiré e Alan. Valeria e Desiré frequentano l’Accademia d’Arte Circense creando un numero di verticalismo e mano a mano molto apprezzato e originale nella coreografia. Lavorano in scrittura presso vari circhi, e lì cominciano a rapportarsi con gli animali. Così la famiglia Valeriu comincia ad acquistare animali di vario tipo, e le due ragazze, più grandi di età, ad addestrarli. Si avvalgono della collaborazione di addestratori esperti, quali i nostri Gianni Mattiolo e Riccardo Errani. E dalla Gran Bretagna arriva Gary Ambros, che ha collaborato molti anni con la famiglia Lacey, e quindi con i pluripremiati Martin e Alex.
di Roberto Bianchin
PARIGI – Sono passati due anni da quando si è spenta, dopo settantanove stagioni felici, la voce autorevole e pacata di Alexis Gruss (1944-2024), uno dei più grandi maestri al mondo nell’arte equestre, che la sua famiglia (i figli Stephan, Firmin e Maud con i nipoti Charles e Alexandre, sotto lo sguardo attento della moglie, Gipsy Bouglione, settantanove anni, filferista e cavallerizza), porta avanti con lo spettacolo delle “Folies Gruss” d’inverno a Parigi e d’estate a Béziers, nel sud della Francia (quest’anno dall’8 luglio al 30 agosto).
Perciò è un piacere ritrovare le sue parole, chiare e profonde, sincere, mai banali, e squisitamente attuali, attraverso le pagine di un libriccino opportunamente pubblicato dalle Editions Universitaires Avignon, intitolato “Se ducere”, che raccoglie il testo di una lectio magistralis tenuta insieme al figlio Firmin all’Università Popolare di Avignone il 15 maggio del 2018.
Leggi tutto: EDUCAZIONE, SEDUZIONE, RISPETTO L’EREDITA’ DI ALEXIS GRUSS