di Vittorio Marini
Bombe sul tendone: perduto tutto, i Montico tornano in Italia. Un Circo italiano nell’inferno di Beirut.
Un Circo italiano con alle spalle una antica e valida tradizione, partì nel 1972 alla volta del Medio Oriente. Dopo un inizio assai promettente e dopo aver attraversato duemila chilometri di deserto, a Beirut, poche settimane fa, il circo ha chiuso. Sono stati venduti gli animali e le attrezzature. Il proprietario ha potuto tornare in Italia solo con alcune carovane. L’altro giorno si è presentato a Leonida Casartelli “patron” del circo Medrano, e gli ha chiesto lavoro. Un lavoro qualsiasi, per sé e per la moglie. Quando si sarà rifatto aprirà sicuramente un nuovo circo, è sicuro.
Parliamo di Gaetano Montico e della sua famiglia: ha raggiunto Genova ed il Circo Medrano anche per riabbracciare il padre, Antonio Montico, direttore di sala. I Montico hanno il capostipite in Giulio Montico, campione di lotta, allora attrazione nei circhi. Un suo bel circo Giulio lo apriva nel 1911, lasciandolo poi al figlio Antonio, abile cavallerizzo con esordio a soli quattro anni. Nel 1969 la direzione passava al figlio di Antonio, cioè Gaetano, imparentato con i Vassallo, altra nota dinastia circense italiana. Nel 1972 ecco iniziarsi la tournèe in Medio Oriente con prima tappa in Turchia. Di qui il circo, dotato di un tendone di oltre quaranta metri di diametro, retto da quattro antenne, passava nell’Irak, toccando quindi il Kuwait.
Se nel Kuwait l’arte circense era già nota per la tournèe di Orlando Orfei nel 1961, non lo era invece negli altri centri toccati dai Montico. Fu una collezione di successi, grazie anche ad uno spettacolo eterogeneo, adatto ad un pubblico costituito da arabi e beduini.
Anzitutto leoni e tigri erano presentati in pista…senza gabbia. I due elefanti indiani particolarmente nervosi; in un globo si esibivano tre moto contemporaneamente. Un cinese catturava al volo i pugnali che gli venivano lanciati, un Ercole si faceva passare un elefante sul torace, i trapezisti eseguivano un doppio passaggio al buio. Era abbinato anche uno spettacolo sul ghiaccio.
Dal Kuwait il circo raggiungeva Marcate e poi Amman, Damasco e Beirut. Se il 23 giugno, mentre si trovava a Zahle fu circondato dalla guerra, in agosto a Beirut un bombardamento gli causò seri danni e soprattutto gli tolse il pubblico. Montico cercò protezione presso un centro di religiosi italiani ma ormai il circo aveva i giorni contati. Sabotaggi e assalti erano tali che Gaetano Montico girava armato. Fu necessario abbandonare ogni cosa e raggiungere Roma con un aereo. Poche settimane fa Gaetano Montico è tornato a Beirut per recuperare almeno qualche carrozzone: quello della famiglia e quello della direzione.
In questi giorni essi hanno raggiunto il Circo Medrano. L’avventura in Medio Oriente è solo un ricordo. Si ricomincia da capo.
Dal Gazzettino - Articolo del 1976 di G.M.Mantovani.