di Vittorio Marini
Sono Gianni, Wladi e Clodo figli di Pietrino Rossi e Giovanna Sforzi. Risalendo alle origini dell’albero genealogico di famiglia troviamo che il primo Rossi entrato nel mondo dello spettacolo circense, di cui si hanno notizie, pare sia un Diego Rossi, nato ad Asti nel 1752, numero uno della Compagnia di Gran Saltatori che si esibiva nelle piazze e nei teatri di Londra e Parigi. Da allora il nome Rossi è sempre stato presente negli spettacoli circensi, fino alle ultime generazioni di oggi.
Pietrino Rossi era uno dei sette figli di Scipione, ottimo saltatore ed equilibrista verticalista. E anche Pietrino si dedicò alle verticali su antenne alte 20/25 metri, finchè una disgrazia mortale, accaduta ad un giovane non appartenente alla famiglia Rossi, indusse Pietrino a ritornare ad un lavoro meno rischioso. Aveva un suo piccolo circo nel 1956 ma poi lavorò da Orlando Orfei, da Enis e Cesare Togni, al Circo Krone e al Cirque d’Hiver di Parigi.
Intanto erano maturi i tempi per lasciare l’acrobazia e per iniziare con i figli maschi, Gianni, Wladi e Clodo, un numero di clown musicali. Le due figlie si sposarono con due artisti molto noti: Nadia con Emilio Jarz ai trapezi volanti e Eulalia con l’illusionista Louis Johnson.
Tutti abbiamo ammirato l’entrata musicale dei Rossi: divertenti, estrosi, dalla comicità classica di pura e tradizionale marca circense, comunicativi, ottimi anche nella parte musicale. Una troupe vivace spesso ingaggiata all’estero: sono stati in Spagna, in Olanda, in Germania con Krone, in Norvegia, in Francia con i fratelli Bouglione e per altri spettacoli, i cosidetti ”gala”, sia in pista che su palcoscenico. Al Circo sul Ghiaccio di Moira Orfei hanno eseguito anche tutta l’entrata comica sui pattini.
Gli altri numeri dei fratelli Rossi sono: il verticalismo, anche con un “solo dito”, di Gianni accompagnato dalla moglie Maria Josè Farina, le pose plastiche, Wladi e Gianni cascatori comici, le entrate di Wladi clown “barbone” di serata. Se Wladi ha continuato la sua strada di Clown di serata dalle molteplici trovate ed invenzioni, Gianni, oltre a presentare gli spettacoli, ha portato in pista cavalli ed esotico, entrando pure nella gabbia con un gruppo di tigri.
Ed inoltre dobbiamo ricordare le innumerevoli etichette che nel corso degli anni venne dato al loro complesso: da Circo di Francia con i cugini Zucchetto a Circo di Varsavia e Circo Italiano, da Circo Oscar Togni a Circo della Padania (del quale abbiamo già scritto), da Mayar Circus a Circo Ringland.
L’Amico Meda una volta scrisse di loro. “….questi artisti sono veramente degni della massima considerazione sul piano artistico e soprattutto sul piano umano: il loro non fermarsi mai sulle posizioni acquisite è il futuro del circo.”








