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di Vittorio Marini

Immagine1Le quattro sorelle Medrano in realtà si chiamavano Swoboda, dal nome del padre Lodovico; la madre era Teresa Perossini, ex ballerina a cavallo. Il loro nome d’arte proviene da quel Medrano che fondò il circo Fernando a Parigi.

Tre delle sorelle Swoboda Medrano sposarono degli italiani: Wanda si unì con Davide Belley, Helen passò a nozze con Renato Medini, mentre Anita si è unita con il pittore Cesarino Monti.

Erano grandi cavallerizze e nel 1933-34 si esibirono a Mosca davanti a Stalin. Aldo Santini raccontò, sul settimanale “Oggi”, come avvenne l’esibizione:

“Le cinque sorelle Medrano (allora erano in cinque, Wanda, Resy, Stefania, Anita e la tredicenne Helen) percorsero a cavallo la Piazza Rossa e fecero un ingresso coreografico, a trotto di parata, nel Cremlino che per la prima volta in vita sua, e forse l’ultima, riceveva in pompa magna non dei generali carichi di medaglie o uomini di stato, ma cinque virtuose della “chambriere”, vestite con il costume della pista, in tutù e lustrini.

La pista regolamentare di tredici metri di diametro, era stata approntata all’aperto, nel cortile prospiciente il cannone monumentale che nell’800 non ebbe rivali per potenza, ed intorno sedevano Stalin, in uniforme, con tutti i suoi fidi della vecchia guardia.

Stalin volle complimentarsi con Anita, che allora aveva 14 anni, e consegnò alle sorelle una pergamena la quale, malauguratamente, fu distrutta durante la guerra, quando un diploma firmato di pugno da Stalin poteva rappresentare un pericolo.

Immagine2Anita confidò ciò che è in realtà l’arte della cavallerizza di circo: “Ogni volta che entro in pista non so se andrà tutto bene, se ne uscirò viva. Basta che il cavallo cambi passo mentre faccio un salto mortale all’indietro, e mi spezzerò la schiena sulla panchetta come è accaduto a parecchie di noi. La morte è sempre in agguato sotto lo chapiteau.  Molti del pubblico non se ne rendono conto e non sanno valutare i pericoli di certi numeri ch’essi reputano facili perchè li eseguiamo con disinvoltura. Quella disinvoltura ci è costata anni e anni di prove continue, di allenamenti sfibranti, di sacrifici incredibili. Quei sacrifici ci vengono ripagati quando lo spettatore capisce ed apprezza, ma è amaro rischiare l’osso del collo per chi va in delirio soltanto per le gambe delle girl”.