di Vittorio Marini
Storie che sembrano dettate dalla fantasia. Barbara era una cagna che il Circo Orfei aveva aggregata alla carovana, divenendo compagna della leonessa Thèret. Un giorno Thèret evase dalla gabbia dirigendosi verso uno spiazzo in cui trovavasi il più piccolo dei figli di Orlando Orfei, detto Pirolino. Il padre del bimbo, imbracciato il fucile, stava per sparare alla belva, quando intervenne Barbara cominciando a saltellare intorno alla leonessa, la quale, distratta, piano piano rientrò nella gabbia.
Barbara morì a Padova, alla fine del 1956, lasciando un cucciolo, Marcellino. In quei giorni Thèret si sgravò di un leoncino, Sultan. Orfei pensò di collocare tra le zampe della leonessa anche Marcellino, nella speranza che la belva lo allattasse, il che avvenne. Divenuti tutti e due grandi, Sultan e Marcellino vennero messi insieme nello stesso box: l’ultimo di una fila di sette box agganciati da un rimorchio. I cancelli interni rimanevano aperti fra un box e l’altro, perché i leoni avessero agio di muoversi; L’unico cancello che i guardiani tenevano chiuso era quello della gabbia dove si trovavano Sultan e Marcellino, perché senza dubbio Marcellino, con i suoi capricci, sarebbe finito presto in bocca ad un leone.



