di Vittorio Marini
Ancora su Buffalo Bill…………Accadde nel 1894, quando Buffalo Bill, venne in Italia. Per dieci ore, durante tre giorni, l’eroe del Far West, in sella ai suoi cavalli e Romolo Bruni, il “diavolo nero” (così era soprannominato il campione italiano di ciclismo), sulla sua bicicletta, si sfidarono al Trotter di Milano.
Il colonnello Cody meravigliava gli spettatori con la sua agilità di cavallerizzo e di infallibile tiratore di carabina. Nel grande circo “Wild West Show” c’erano i cowboys che compivano acrobatiche dome di cavalli bradi (cioè addomesticati ad apparire selvaggi e a farsi ammansire ogni sera); irrompevano ululanti schiere di Pellirosse che simulavano assalti alle carovane dei pionieri e alla diligenza dell’Overland o il massacro del generale Custer.
Nelle metropoli dove il circo metteva le tende, Cody lanciava clamorose sfide. A Parigi, lui a cavallo, corse contro una locomotiva e contro il “velocipedista” Meyer, in una gara di dodici ore, uscendone sempre vittorioso. Arrivato a Milano, Buffalo Bill sfidò il popolarissimo campione locale di bicicletta Romolo Bruni, appena ventiduenne, in una sfida di tre giorni. La sfida fu accettata, ma il corridore era battuto già in partenza, perché il regolamento del match lo danneggiava palesemente. Per tre ore consecutive, durante tre giorni, Romolo Bruni avrebbe corso con la sua bicicletta sull’anello di cemento armato del Trotter di Milano mentre Buffalo Bill avrebbe percorso la pista in terra a cavallo, con la facoltà di cambiarne fino a dieci nelle tre ore. Per Bruni era un’estenuante corsa individuale di resistenza, mentre, per Cody, una specie di staffetta. Nella prima ora di gara, Bruni manteneva o addirittura superava la velocità di Buffalo Bill che pure cambiava cavalcatura ogni 800-1000 metri. Ma poi, l’impiego di cavalli freschi, faceva ribaltare chiaramente la situazione.
Per quel tempo la prova di Bruni fu ammirevole, certamente superiore a quella parigina di Meyer. Si pensi che la sua bicicletta era molto pesante, le ruote erano tubi di gomma senza camera d’aria, che pesavamo mezzo chilo. Eppure, con un mezzo simile, Bruni riuscì a percorrere cinque chilometri alla media di Km. 40,816.
In sella a una bicicletta da corsa di oggi, il “diavolo nero” avrebbe sicuramente sconfitto Buffalo Bill………e il nostro campionissimo Fausto Coppi avrebbe “strabattuto” l’eroe del Far West.
Ma ci vollero i butteri maremmani nel 1906, quando Buffalo Bill ritornò in Europa, a sconfiggerlo ad armi pari e dare inizio alla sua decadenza.
