di Vittorio Marini
10 ottobre 1951, una data infausta e storica. A San Donà di Piave un violento incendio distrusse completamente il Circo Nazionale dei Fratelli TOGNI. Ercole, Ferdinando e Ugo furono costretti a separarsi. Ugo nel 1952, con la sua famiglia decide di andare in America scritturati, per una stagione, dal Circus MILL’S, un colosso a tre piste. Al rientro in Italia, dopo un breve periodo di lavoro con i fratelli, avviene la separazione definitiva. Ugo, con i figli Cesare e Oscar, apre il CIRCO MASSIMO il primo circo a tre piste in Italia; mastodontico, 5000 posti, alla maniera dei circhi americani con l’anello che contorna le tre piste per le parate. Dura però solo poche piazze, soprattutto per la mancanza, all’epoca, di città che potessero mettere a disposizione spazi così grandi per ospitare una tale produzione.
In quegli anni vengono intraprese numerose tournèe all’estero, in Norvegia, Spagna, Portogallo, Francia, Turchia, Grecia. Ma il sogno delle tre piste venne rispolverato da Cesare molti anni dopo, nel 1982 con debutto a Bergamo il 20 Agosto.
L’ Amico Ing. Roberto Pandini così descriveva il nuovo complesso: “La scelta del sistema di trasporto in container, si è presentata, in questi ultimi mesi, allorchè si sono sovrapposte due diverse esigenze per i Togni: procedere al rinnovamento di gran parte dei vecchi carri e contemporaneamente allestire un grande circo a tre piste, con conseguenti oneri in fatto di trasporto. La scelta dei container è caduta non solo sui mezzi per il carico dei materiali, ma anche su quelli adibiti ad alloggi per il personale, ufficio, camion, mensa, scuola.
Oltre al nuovo sistema di trasporto, il circo presenta pure un fiammante chapiteau a sei antenne di 70 x 46 metri. Le gradinate classiche sono costituite da tribune a struttura reticolare con poltroncine simili a quelle usate nei campi sportivi. I container, cinque necessari per le tribune, facilitano in modo notevole il carico e lo scarico delle strutture a livello del terreno e non comportano quindi il sollevamento di parecchi quintali all’altezza dei pianali dei carri.
Intanto, all’apparire dei manifesti annuncianti l’arrivo in città del Circo a tre piste di Cesare Togni, dopo alcuni giorni vedrete passare un lungo treno colmo di enormi scatoloni con porte e finestre, non createvi dei problemi: ma che razza di circo sarà mai? Andate tranquilli, da Cesare si può comperare “a scatola chiusa.”
E aveva ragione Pandini perché gli spettacoli che Cesare Togni presentò erano di prim’ordine e di solo e puro circo, nessuna concessione a tentazioni rivistaiole, ma sempre nella rigida inquadratura della non facile arte circense.
Al Circo a tre Piste abbiamo potuto ammirare Elvio Togni con la cavalleria e gli elefanti, Oscar Togni con i cani cavallerizzi, i giovani Togni con la battuta all’americana e gli scimpanzè. Le gabbie con i leoni di Sergio Lizzi e Franco Franchetti e le tigri di Taras Bulba junior che faceva saltare nel cerchio, in contemporanea, due tigri.
Sulle tre piste numeri di giocoleria, di pertiche, e trapezio; antipodismo su due piste dei Rosiny, e poi i saltatori marocchini Marrachesc, il duo bulgaro Kerry alla bascula con triplo salto mortale e arrivo sulle spalle del porteur, gli Schneller con la ruota della morte e l’equilibrismo sulla moto sul cavo inclinato. E concludendo i clowns musicali Di Lello, i Donnert cavallerizzi e il triplo salto mortale dei trapezisti volanti Madison. Finale tutti in pista con girandole luminose sulle tre piste. Cosa volete di più, spettacoli indimenticabili!!
Al debutto milanese del 1984, alla fine dello spettacolo, Cesare Togni ricordava al pubblico, come erano trattati con amore gli animali del circo e protestava contro infondate calunnie mosse verso gli spettacoli circensi, aventi in realtà di mira l’antipatia verso quello che è il più onesto e sano spettacolo del mondo. Un lungo e scrosciante applauso fu tributato, in segno di solidarietà, dal numeroso pubblico presente.
A maggio 1986 il Circo a tre Piste chiude e si ritorna alla pista unica centrale. Lo spettacolo è molto buono, si avvale della cavalleria e gli elefanti di Elvio, della giocoleria e del trapezio di Oscar Papi, dell’antipodismo di Helmut Rosiny, delle entrate comiche di Romualdo Simili. E poi ci sono i Caroli, la formidabile famiglia circense tornati per un breve periodo in Italia come già fecero nella stagione 1975/76 al circo Medrano dei Casartelli: il jokey e l’entrata comica musicale. Ma di Enrico, Ernesto e Francesco Caroli ne abbiamo parlato in un altro scritto del 13 Febbraio 2026.
