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di Vittorio Marini 

1Era una sera di metà novembre 1969 quando avvenne il “passaggio della Chambriere”, la lunga frusta del numero dei cavalli in libertà, dal padre ai figli, da Cesare Togni ai figli, Alex, Viviana, Elvio, Italo, una nuova generazione Togni. Il loro circo si chiamava Circo Fratelli Togni.

Mentre scrivo, ho tra le mani un vecchio programma del Circo Cesare Togni di quegli anni settanta, dove, in seconda pagina, Cesare così presentava i suoi figli:

 

  

 

 

 

2“Questi sono i miei figli. Sono nati nel Circo come nel Circo sono nato io e mio padre; mentre mio nonno, fondatore della nostra dinastia circense, è entrato nel Circo oltre cento anni fa, sposando Teresa De Bianchi, una circense di razza, anch’essa. Voglio dire, e senza ombra di inutili vanterie, che io sono un padre felice. E tutta la mia felicità proviene proprio dai miei amati figli: dalla loro indole, dal loro grande attaccamento al Circo, dalla loro ferma volontà di diventare artisti del Circo, dal desiderio di divenire degni eredi della nostra centenaria tradizione circense.

 

 

 

 

 

3A pochi anni di età lavoravano già in pista e si sono mostrati subito pronti e sicuri a capire la vita alla quale andavano incontro, entrando nel vivo dell’attività circense. Con il tempo sono diventati dei veri e propri artisti: acrobati, cavallerizzi, saltatori, domatori, ammaestratori.”

Ed ecco allora i figli di Cesare, in alcuni scatti di tanti anni fa, dove troviamo Viviana e Alex cavallerizzi, Italo saltatore di ben cinque elefanti alla battuta all’americana, Elvio addestratore, e poi tutti impegnati al letto elastico.

 

 

 

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Una curiosità. Alex Togni nel 1975 tentò la via del cinema. Fu scritturato dal regista Enzo Castellari, per il film “Scaramouche” ricoprendo il ruolo di un attendente di Napoleone, sempre impegnato in corse ed inseguimenti del fantomatico protagonista. Fu scelto anche per le sue doti acrobatiche spettacolari. Egidio Palmiri all’epoca disse: “Alex sarà impegnato per tre mesi sul set, a Roma e a Zagabria; gli facciamo i nostri migliori auguri, ma sinceramente ci spiacerebbe perdere un circense come lui.”

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E la tradizione continua…………….

7Su un settimanale del 1991, in un articolo intitolato “La poesia del circo piace in TV più dei lustrini del varietà”, Cesare Togni così dichiarava: ”Il Circo è il sale della vita. Quando si esce dal tendone le scarpe sono piene di segatura: una volta a casa le puoi pulire, ma quello che non puoi togliere è il profumo. Il circo è una favola vivente. Da qui sono partiti grandi attori come Charlie Chaplin e Burt Lancaster. Da sempre cinema e TV hanno attinto al circo.”