di Vittorio Marini
Penso non sia possibile, con un solo scritto, elencare tutto quello che il “Grande” Cesare Togni ha rappresentato per il circo italiano. Il suo è sempre stato un circo “allo stato puro” senza mai sconfinare in tentazioni rivistaiole. Gli stessi manifesti, per un certo periodo, lo sottolineavano perché compariva la scritta: Il Circo “circo” Cesare Togni. Devo confessare che era uno dei miei circhi preferiti sia per gli spettacoli che presentava che per la cordialità e la simpatia dei suoi componenti, da Cesare alla moglie Ginetta Colombo sorella di Fiorenza, moglie di Darix Togni e discendente dalla storica famiglia Fratellini, ai figli Elvio, Viviana, Alex, Italo.
Quello che scriverò non vuole essere la vita del “grande” Cesare a tutti nota, ma sono momenti, aneddoti, ricordi dettati dalla mia memoria.
E allora vorrei partire da quel lontano 1981 quando il circo di Cesare Togni era attendato a Milano, per il periodo natalizio, sulla storica piazza delle Ex Varesine. Uno spettacolo molto nutrito. Primi fra tutti i figli di Cesare: Elvio, vestito da “Aquila Grigia”, presentava i cavalli in libertà e il numero esotico con due elefanti, tre cavalli e i levrieri afgani che saltavano con un giro di pista sopra i cavalli; nel finale del numero Elvio saltava con la bascula sulla testa dell’elefante. Tutti i Togni erano poi acrobati al letto elastico e il cugino Davis collezionava più di cinquanta salti mortali.
La famiglia di Eugenio Larible con le acrobazie sui pattini su due piattaforme, le bolas argentine, Renzo giocoliere e Eugenio al waschington faceva roteare sui piedi, a testa in giù, l’allora figlia tredicenne Vivien.
Si esibivano anche i cosacchi Kaiser, i Valla Bertini ai monocicli, gli orsi dei Ruppert, i leoni di Sergio Lizzi, gli scimpanzè di John Vernuccio e Viviana Togni, i giochi icariani di Helmut Rosini e il clown Romualdo.
E poi i trapezisti volanti Palacios in “odore” di quadruplo salto mortale. Era Raphael che tentò più volte l’exploit durante gli spettacoli e dovette poi rinunciarvi a seguito di una brutta caduta al letto elastico che gli procurò una frattura multipla alla caviglia.
Usanza milanese era che nel giorno dell’Epifania un corteo di cavalli e cammelli accompagnassero i tre Re Magi alla chiesa di Sant’Eustorgio dove Maria teneva fra le braccia Gesù Bambino, e si offrissero doni ai bambini poveri. La folla di milanesi ha sempre seguito numerosa questa tradizione e in quel 1981 il corteo fu reso ancora più festoso dalla presenza degli animali, cavalli, elefanti, esotico, e degli artisti del circo Togni.
Cesare Togni, affezionato da sempre alla piazza milanese donò il suo spettacolo per opere di beneficenza……ai terremotati, agli handicappati, alla Croce Viola milanese. Il circo sostò a Milano dal 23 dicembre 1980 all’8 marzo 1981 per ben settantasei giorni e per carnevale ospitò gratis i bambini in maschera.
“Non si è mai sottratto a queste lodevoli iniziative” disse l’allora sindaco Tognoli consegnando quell’anno a Cesare Togni l”Ambrogino d’Oro”, onorificenza data, ogni anno, a significare l’abbraccio della città di Milano.








