Partiti i lavori di messa in sicurezza: a febbraio il grande cantiere

È senza dubbio uno dei progetti più impattanti degli ultimi anni a Mondovì. Innanzitutto dal punto di vista economico: perché la riqualificazione dell’ex caserma “Galliano”, la “Cittadella”, vale la bellezza di tre milioni di euro solo per il primo lotto. E al bando di gara sono arrivate quasi una trentina di imprese: decine di buste, tutte in gara per il mega appalto.
I lavori della Commissione hanno già consentito di individuare l'offerta ritenuta migliore: ma per l'assegnazione definitiva dell'appalto bisognerà attendere ancora i tempi di verifica tecnica.
«L'obiettivo - spiega il sindaco Luca Robaldo - è di far partire i lavori a febbraio 2027 e avere il primo lotto completo in autunno». Oggi sono cominciati i lavori di messa in sicurezza del sito e quelli relativi all'impiantistica, rete elettrica e acqua»
La Giunta comunale aveva approvato il progetto esecutivo lo scorso luglio. Una progettazione redatta da un pool di tecnici che si era messo insieme esattamente per questo intento, il RTPO (Raggruppamento Temporaneo di Professionisti) “Gruppo La Cittadella” avente come mandatario lo studio Cremaschi Associati di Cuneo.
La cifra complessiva: 3.060.000 euro. Inizialmente si era parlato di un intervento da 2,9 milioni (di cui circa 2,2 milioni provenienti dai fondi regionali a valere sulle “Strategie Urbane d’Area” e circa 700 mila euro di risorse proprie), a cui si sono aggiunti 158 mila euro di contributo del GSE, il Gestore Servizi Energetici.
Il “Lotto 1” non riguarderà uno dei grandi edifici della “Cittadella”, come il “Bertolotti” o la palazzina “Guido Poli”, bensì l’edificio che si trova alla destra dell’ingresso e che si affaccia sul parcheggio “San Giorgio”.
La caserma “Giuseppe Galliano” fu costruita tra il 1870 e il 1880 sul sito dell’antica Cittadella fortificata eretta dai Savoia. La Cittadella venne costruita tra il 1573 e il 1576, per decisione del duca Emanuele Filiberto, e a sua volta sorse sul sito dell’antica Cattedrale di Mondovì che venne rasa al suolo (si intravedono ancora però alcune tracce della navata). Negli anni, fu sede di Reparti sabaudi, napoleonici e degli antesignani della Guardia di finanza. Fu poi sede del comando 1° Rgt. Alpini, del Btg “Mondovì”, quindi utilizzata da diversi Reparti militari e dal 1972 sede della Guardia di Finanza, Scuola Allievi Finanzieri del III° Battaglione, soppresso nel 1999. E da allora è un guscio vuoto. In rovina, in abbandono, con pesantissimi segni di incuria e... quasi a pezzi.
Alla fine del 2024, e dopo un lungo iter cominciato con le prime progettazioni (su idea dell’allora sindaco Paolo Adriano), il Comune di Mondovì è riuscito a riprenderla in mano: ottenendola gratuitamente dal Demanio, con un lavoro meticoloso (condotto dalla dottoressa Giulia Danna) che ha consentito non solo di “espugnarla” e prenderne le chiavi, ma soprattutto di procedere con l’obiettivo più ambizioso: il progetto di recupero.
L’obiettivo, come è noto, è di trasformarla in Accademia dell’Arte performativa, a partire da quella circense con i corsi dell’Università di Cirko Vertigo. I corsi universitari si svolgono già oggi: ma dal 2027 Mondovì diventerà sede di laurea Magistrale in Arti circensi (LM-65): sarà una Università vera, equipollente al DAMS, in cui si insegneranno tutte le materie pratiche, dall’acrobatica alla giocoleria, e poi recitazione, comunicazione, storia del teatro, drammaturgia, ma anche economia dello spettacolo, management, coreografia, musica.



