Consegnato a Peschiera Borromeo il Premio Flavio Michi 2026. Una cerimonia ricca di emozioni e ricordi, nel segno dell'amicizia e della passione per il circo.
Domenica 11 ottobre, nell'ambito del Memorial NandOrfei, presso la Biblioteca Comunale Giuseppe Gerosa Brichetto di Peschiera Borromeo, si è svolta la cerimonia di consegna della seconda edizione del Premio Flavio Michi per la diffusione della cultura delle arti circensi, assegnato quest'anno a Raffaele De Ritis, storico del circo, autore e regista con un corposo curriculum internazionale.
Ideato dalla Famiglia di Nando Orfei d’intesa col Club Amici del Circo, il riconoscimento vuole mantenere viva la memoria di Flavio Michi, personaggio fondamentale e vicepresidente del Club, premiando chi si distingue nella divulgazione e nella valorizzazione della cultura circense. Dopo Alessandro Serena, premiato nella prima edizione, il riconoscimento è andato dunque a Raffaele De Ritis, un'altra figura di riferimento per lo studio e la storia del circo.
Nel corso della cerimonia è stato ripercorso il prestigioso cammino professionale di De Ritis, dalle collaborazioni con alcune delle più importanti produzioni circensi internazionali, tra cui Cirque du Soleil, Ringling Bros. Barnum and Baley. Big Apple Circus, alla sua intensa attività di ricerca e divulgazione, culminata anche nella pubblicazione del monumentale volume “Storia del circo “Dagli acrobati egizi al Cirque du Soleil”.
Il momento più emozionante della mattinata è arrivato quando, lasciando da parte i successi professionali, sono riaffiorati i ricordi personali. Paride Orfei ha raccontato un episodio risalente agli anni Ottanta, quando un giovanissimo De Ritis frequentava assiduamente il Circo di Nando Orfei di passaggio a Pescara. Al termine degli spettacoli, il ragazzo doveva raggiungere la stazione ferroviaria per tornare a casa e Paride, preoccupato che affrontasse da solo quel tragitto, lo accompagnava personalmente, ancora col costume di scena.
De Ritis, poi, ha sottolineato come Nando Orfei e Flavio Michi siano state due figure fondamentali nella sua vita, tanto da averne influenzato profondamente le scelte e il percorso professionale. Infatti, da ragazzino, Raffaele trascorreva intere giornate al Circo di Nando Orfei, come detto, Era diventato quasi uno di famiglia, partecipando alla vita quotidiana del circo e condividendo momenti che sarebbero rimasti impressi nella sua memoria come quando manifestò a Nando il desiderio di diventare regista e questi lo incoraggiò a proseguire gli studi e a frequentare l'università, riconoscendo l'importanza della cultura nella formazione di un uomo di spettacolo. Altrettanto importante fu l'incontro con Flavio Michi, che lo accolse nel mondo del Club Amici del Circo con quella generosità e disponibilità che tanti soci ricordano ancora oggi. Fu proprio Flavio a invitarlo a Montecatini Terme, dove, dal Teatro Verdi, venivano trasmesse le puntate di “Serata d'Onore”, il programma condotto da Pippo Baudo, una delle quali era dedicata al mondo del circo. Un'occasione straordinaria per il giovane Raffaele, che poté vivere da vicino l'atmosfera della trasmissione e ritrovare la famiglia Orfei. Proprio in quella circostanza, Nando Orfei lo presentò personalmente a Pippo Baudo che lo invitò a scegliere la propria strada e a mettersi concretamente alla prova. Un incontro e un insegnamento che De Ritis ha ricordato ancora oggi con particolare emozione.
Il suo intervento ha così restituito alla premiazione un significato ancora più particolare considerato che Flavio Michi e Nando Orfei hanno contribuito in maniera determinante al suo ingresso nel mondo del circo e al Memorial una sorta di cerchio si è chiuso.
Il Premio Flavio Michi si conferma così non soltanto un riconoscimento per chi contribuisce alla diffusione della cultura circense ma anche un'occasione preziosa per custodire e tramandare la memoria di chi ha dedicato una parte importante della propria vita al circo.
A Raffaele De Ritis le più vive congratulazioni del Club Amici del Circo per questo meritatissimo riconoscimento.
Ringraziamo Geronimo Vercillo per le foto.


