di ROBERTO BIANCHIN
Solo un soffio. Il tempo di un salto mortale e i riflettori sul circo in tivù si sono subito spenti. La Rai ha annullato la seconda parte del quarantaseiesimo Festival del Circo di Monte-Carlo che avrebbe dovuto andare in onda sabato 1 agosto in prima serata sulla rete 1, seconda delle quattro repliche in programma della più celebre manifestazione al mondo dedicata alle arti circensi.Un evento salutato con gioia su queste colonne, pur con alcuni distinguo ("Dura la vita del circo in tivù", giovedì 23 luglio).
Invece la sorpresa. Annunciata dalla Rai solo due giorni prima della trasmissione, giovedì 30 luglio, con un comunicato di poche righe: "Contrariamente a quanto annunciato nei giorni scorsi, la Rai ha modificato la propria programmazione, e per sabato 1 agosto non è prevista la messa in onda della seconda puntata del 46' Festival di Monte-Carlo".
Tutto qui. Nessuna spiegazione sui motivi della cancellazione della trasmissione. Nessun rinvio ad una nuova data. Nessuna notizia sul destino delle altre tre repliche annunciate per i sabati d'agosto. E bocche cucite anche per chi, legittimamente, domandava delucidazioni.
Allora non resta, in attesa che il mistero si sciolga da solo, che affidarsi alle supposizioni. La prima e più fondata: un fallimento in termini di ascolti. Vediamo: la prima puntata del 25 luglio ha raccolto 1.328.000 spettatori (13,1) risultando il secondo programma più visto della serata su tutte le reti (al primo posto "Ciao Darwin" su Canale 5 con 1.522.000 spettatori e il 17,4).
Sabato 1 agosto al posto del circo, sempre su Rai 1, hanno trasmesso la replica di uno show del peraltro ottimo Massimo Ranieri ("Sogno o son desto"), che ha raccolto la "bellezza" di 127.000 spettatori (cento e ventisettemila) più del circo (1.455.000) ma uno share inferiore (11,8), e comunque si è piazzato sempre al secondo posto in classifica, superato ancora da "Ciao Darwin" (1.513.000, 13,5).
Facile desumere, allora, che gli ascolti non c'entrino, e che il problema sia un altro. Magari di natura amministrativa. Chissà, un contratto scaduto, una diffida, una quota non pagata per la messa in onda delle repliche, cose del genere, a Monte-Carlo sono piuttosto severi sul rispetto delle regole.
Ma perchè non dirlo? Tacere il pasticcio non nasconde la figuraccia. Sempre più dura -anzi, durissima- la vita del circo in tivù.



