di Gino Rossi
C’è un filo sottile – e sorprendentemente antico – che lega il mondo del circo alla magia dei libri animati. Lo si scopre visitando la mostra “Sempre allegri, Bambini!”, dedicata a Lothar Meggendorfer, ospitata al Pop-App Museum di Palazzo Barolo a Torino.
Artista tedesco tra Otto e Novecento, Meggendorfer è stato un vero pioniere: con i suoi libri “a leveraggi” riusciva a dare vita alla carta, trasformando semplici illustrazioni in piccoli spettacoli meccanici. Personaggi che si muovono, scenette che si animano, gag visive: ogni pagina è una sorta di palcoscenico in miniatura.
Non è un caso che tra le sue opere più celebri ci sia proprio “Internationaler Circus” (1887), un libro che porta in scena il mondo circense con tutta la sua energia e teatralità. Sfogliarlo (o anche solo immaginarlo) è come assistere a un numero di varietà: clown, acrobati e musicisti prendono vita grazie a ingegnosi meccanismi di carta. Un vero e proprio circo portatile, che anticipa – con oltre un secolo di anticipo – il principio dell’animazione.
La mostra racconta non solo la figura di Meggendorfer, ma anche la diffusione dei libri animati in Italia, grazie all’editore Ulrico Hoepli. Tra fine Ottocento e inizio Novecento, questi oggetti straordinari rappresentavano un piccolo lusso, spesso pensato come dono natalizio, capace di stupire grandi e piccoli.
Particolarmente affascinante è il dialogo tra questi manufatti storici e le installazioni contemporanee del museo: postazioni interattive, proiezioni e tavoli multimediali permettono di “mettere in moto” le immagini, restituendo quella dimensione spettacolare che accomuna il libro animato al circo.
In fondo, il legame è evidente: entrambi giocano sull’illusione, sul movimento, sulla meraviglia. Il circo lo fa nello spazio reale, con corpi e attrezzi; i libri animati lo fanno nello spazio della pagina, con carta e ingranaggi nascosti. Ma l’effetto è lo stesso: stupire, divertire, far tornare bambini.
Una mostra che vale la visita non solo per gli appassionati di editoria e illustrazione, ma anche per chi ama il circo e riconosce, in queste piccole macchine narrative, lo stesso spirito di gioco e invenzione.
le foto sono di Roberto Rossanigo
















