di Gino Rossi
Dietro il sipario del grande tendone esiste un mondo fatto di passione, sacrificio e straordinaria umanità. “Chapiteau. Un circo, una famiglia”, diretto da Adriano Sforzi, accompagna lo spettatore in un viaggio intenso e autentico nella vita quotidiana di una compagnia circense.
Il documentario racconta il circo non solo come spettacolo, ma soprattutto come comunità e famiglia, dove artisti, tecnici e collaboratori condividono ogni momento della loro esistenza: il lavoro, i viaggi, le difficoltà e la gioia di andare in scena. Tra prove, allestimenti, chilometri percorsi e serate sotto lo chapiteau illuminato, emerge il ritratto di un universo affascinante, sospeso tra tradizione e modernità.
Il film mostra il lato più intimo e umano di questa vita nomade, dove il circo diventa molto più di un mestiere: è una vocazione, uno stile di vita, una storia che si tramanda di generazione in generazione. Attraverso immagini suggestive e momenti di grande autenticità, lo spettatore scopre il cuore pulsante di una realtà spesso poco conosciuta, ma capace ancora oggi di incantare e far sognare.
In questo sguardo partecipe e profondamente empatico si riflette anche il percorso personale del regista: Sforzi proviene infatti da una storica famiglia circense e ha vissuto in prima persona il mondo dello spettacolo viaggiante sin dall’infanzia. Dopo la formazione al DAMS di Bologna e l’esperienza nella “bottega” di Ermanno Olmi, Ipotesi Cinema, ha costruito una carriera tra cinema e documentario, distinguendosi per un’attenzione costante alle storie umane e ai contesti sociali. Autore di opere premiate, tra cui il cortometraggio “Jody delle giostre” (David di Donatello 2011) e il documentario “L’equilibrio del cucchiaino”, Sforzi porta in Chapiteau uno sguardo autentico e profondamente radicato nella realtà che racconta.
Attualmente il film sta partecipando a diversi festival internazionali e, nel corso dell’estate, sarà distribuito all’interno del circuito Doc in Tour, promosso dall’Associazione Documentaristi Italiani.
A impreziosire ulteriormente l’opera contribuisce anche la colonna sonora, che include il brano “Un piccolo circo italiano”, scritto da Marco Stella, amico del circo e socio del C.A.de.C., presente anche nel trailer del film.
“Chapiteau” è così non solo un omaggio alla magia del circo, ma anche il frutto di uno sguardo interno, consapevole e sensibile, capace di trasformare il grande tendone in una casa e la pista in un luogo dove la meraviglia continua a vivere.