di Agata Fish
MILANO – Un musicista dall’aria tzigana attraversa la platea del teatro liberata dalle poltroncine e trasformata nella pista di un circo di altri tempi. Ha il passo indolente, stivali neri, di cuoio, una chitarra in spalla, una bandana. Le luci sono accese a mezza sala. Sale sul palcoscenico, nel silenzio accorda la chitarra. Dalle quinte sbuca un altro chitarrista, poi il cajòn di un percussionista. Quindi una violinista, un cantante, una danzatrice, anche lei tzigana, sopra una piattaforma. Dal fondo della sala sbucano un giocoliere con delle palline e un’acrobata che si arrampica sinuosa sui tessuti di velluto rosso.
La musica, suonata e cantata dal vivo, è vorticosa. E’ la Canciòn dei Mariachi, un brano in stile ranchero cantato da Antonio Banderas, con i Los Lobos, che nel 1995 fu la colonna sonora del film “Desperado”. A interpretarla, le voci di Paride Orfei e Daniele Tommasi, le chitarre dello stesso Paride Orfei e Samuele Manfredini, il violino di Nicole Davis, le percussioni di Bob R. White, la danza di Naimana Casanova, la giocoleria di Nicolas Veloza, i tessuti aerei di Sneja Nedeva.
L’ouverture dell’edizione 2026 del Circo Teatro Gerolamo,nella storica bomboniera di piazza Beccaria, nel cuore di Milano, messa in scena per il quarto anno consecutivo in occasione del Carnevale Ambrosiano dalla società di grandi eventi “Circo dei Sogni Entertainment” di Paride Orfei –sei spettacoli con sei sold out e sei standing ovation- per la regia dello stesso Orfei e la direzione artistica dello scrittore Roberto Bianchin, si conclude con uno straordinario numero di verticali dello specialista Samuele Manfredini, reduce dalla fortunata tournée a Baku, la capitale dell’Azerbaigian, con il circo di Bruno Togni, sulle vigorose note della “Carmen” cantata (dal vivo…) dalla splendida voce lirica di Naimana Casanova.
Annunciato dalla scintillante “Rettungs-Jubel Marsch” scritta nel 1853 da Johann Strauss per la salvezza dell’Imperatore Francesco Giuseppe scampato a un attentato, spetta quindi a un impeccabile Ringmaster come Bob R. White introdurre il tema dello spettacolo, spiegando che “il circo prima del circo”, cioè prima che iniziasse a viaggiare sotto chapiteau, si svolgeva proprio in teatri storici come il Gerolamo, un gioiello del 1868, monumento nazionale, sapientemente custodito e restaurato dalla famiglia milanese di imprenditori e mecenati che ne è proprietaria.
Ed ecco apparire il primo dei “fenomeni” di questa serata, una figura sorprendente, quella dell’imprevedibile Mister Bang (all’anagrafe il francese Benjamin Delmas), showman di razza, già star del Cabaret Bizarre di Zurigo, con un numero di giocoleria comica. Tornerà altre due volte nel corso dello spettacolo, con un’esplosione di petardi e con quella, esilarante, di un grosso pallone in cui lui stesso sarà rinchiuso. Uno dei numeri più applauditi della serata. A fargli da contraltare, la delicata poesia del mimo e clown Paolo Casanova, in arte “Carillon”, già vedette del Circus-Theater Roncalli in Germania e del Big Apple Circus di New York, con la meraviglia del suo manichino vivente e la magia delle bolle di sapone in un’originalissima atmosfera vittoriana-steampunk.
Intensa e varia la parte aerea dello spettacolo, con le cinghie vibranti di Carola Marzocca per un pieno di emozioni sottolineato dal violino virtuoso di Nicole Davis, la sofisticata spirale cantata di Noemi Nox, l’ardito e raffinatissimo trapezio di Federica Solinas, e a chiudere lo spettacolo il “Volo d’amore” tra madre e figlio alle cinghie aeree, magistralmente interpretato da due autentici fuoriclasse come Sneja Nedeva e Cristian Orfei. Non è mancata la giocolieria, con le clave volanti e divertenti di un istrionico Nicolas Veloza, e il sorprendente virtuosismo (fino a nove palline!) della giovanissima Nicole Errani, i cui diciott’anni appena compiuti sono il preludio a una splendida carriera.
Anche il ventriloquismo lirico –specialità più unica che rara- ha contribuito notevolmente alla riuscita dello spettacolo dei “Fenomeni”, con tre uscite dei ventriloqui Naimana Casanova e Daniele Tommasi, rivelatisi allo show di Rai 1 condotto da Nek, “Dalla strada la palco”, e trionfatori nei principali talent europei. Prima hanno interpretato “La donna è mobile” e “Il barbiere di Siviglia” con i loro pupazzi, poi si sono esibiti nell’operetta “Oh Cin-Ci-Là” cavalcando struzzi e cavallini in una rivisitazione ottocentesca dell’alta scuola di equitazione. Infine Daniele ha presentato la sua ultima, incredibile creazione, che ha suscitato curiosità e stupore: un pupazzo a grandezza naturale che porta in braccio un pupazzo bambino che ha la sua vera faccia…
Non trascurabile, l’omaggio alla storia del circo che Paride Orfei, Bob R.White e Mister Bang hanno voluto rendere, in apertura della seconda parte dello spettacolo, alla storia del circo: la riproposta di una celebre gag clownesca che ha appena compiuto cent’anni, la celebre “Non è mio fratello, non è mia sorella”, che debuttò a Parigi nel 1925 per opera di due clown italiani, Dario e Manrico Meschi, livornesi, che ebbero grande successo in Francia nella prima metà del Novecento con il nome d’arte di “Les Bario”.
Nell’insieme, “uno spettacolo delizioso”, come lo ha definito il Vice Presidente dell’European Circus Association, l’avvocato Francesco Mocellin, che è anche membro della Federation Mondiale du Cirque, oltre che presidente del Club Amici del Circo. E se lo dice lui…
