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di Francesco Mocellin

IMG 20260214 WA0013Ancora una volta la preziosa alchimia del circo in teatro si rinnova grazie al felice sodalizio tra Paride Orfei e Roberto Bianchin. Per il quarto anno consecutivo il delizioso “Teatro Gerolamo” – una sorta di Scala in miniatura edificato nel 1868, collocato in Piazza Beccaria proprio dietro al Duomo e per quasi cinquant’anni sede della storica compagnia di marionettisti Colla – ha ospitato una produzione nata da un’idea del figlio del celebre Nando e del “nostro” Bianchin cha da qualche tempo ha saltato la barriera non accontentandosi più di essere un “Amico del Circo” e divulgatore della cultura circense per mettere a disposizione la sua sapienza anche come Monsieur Loyal sui generis.

Paride Orfei dirige con successo – assieme all’imprescindibile moglie e direttrice artistica Snezhinka Nedeva e al figlio Cristian – la scuola del “Piccolo Circo dei Sogni” alle porte di Milano mentre Roberto Bianchin, tra le altre cose, è stato per diverse stagioni direttore artistico del Teatro Gerolamo stesso. Assieme hanno dato vita a questa piccola produzione, invero assai consistente sotto il profilo dello spessore artistico, che riporta il circo in teatro, ovvero dove le discipline circensi hanno sempre abitato fino all’adozione sistematica dello chapiteau da parte delle compagnie itineranti, introdotto grazie all’intuizione del farmacista statunitense Gilbert Spaulding.

Lo spettacolo 2026 si ispira, come in passato, all’idea del circo ottocentesco, ovvero “il circo prima del circo” che sovente utilizzava i cosiddetti fenomeni per attrarre gli spettatori. Protagonisti – e non poteva essere altrimenti – Paride Orfei e Bob White, al secolo Roberto Bianchin, che conducono la rappresentazione senza mai prendersi troppo sul serio, attitudine che sembra merce rara nella variegata galassia del circo contemporaneo. Preziosa la chicca che ci offrono in apertura di seconda parte riprendendo una celebre gag dei leggendari clown Bario.

IMG 20260214 WA0008La componente artistica si è basata principalmente sullo staff del “Piccolo Circo dei Sogni”: il finale è affidato all’emozionante “volo d’amore” tra madre e figlio - Sneja Nedeva e Cristian Orfei - ma prima si sono alternate sotto la volta del “Gerolamo” la spirale sospesa di Noemi Nox, il trapezio di Federica Solinas e il cerchio aereo di Carola Marzocca mentre il palcoscenico e la “pista virtuale” hanno ospitato il verticalista Samuele Manfredini il giocoliere eccentrico Nicolas Veloza e Nicole Errani con la sua eccellente routine di jonglage in bouncing oltre alla violinista Nicole Davis.

Gli ospiti esterni intervenuti – tutti di valore - hanno rappresentato generi eterogenei quindi in linea con l’idea del baraccone dei “fenomeni”: la coppia di ventriloqui lirici Naimana Casanova e Daniele Tommasi, il cabarettista anglo-francese dalla comicità sulfurea Mister Bang, alias Benjamin Delmas e il mimo clown Paolo “Carillon”, già storico protagonista del Circo Teatro Roncalli.

Alla fine, questa deliziosa micro-produzione ha assunto in breve tempo le connotazioni di un appuntamento imperdibile per gli appassionati milanesi e non della multiforme arte circense dei nostri tempi.