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Consiglio Direttivo

 

Presidente

  • Francesco Mocellin

 

Consiglieri:

  • Alessandro Grasso
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  • Roberta Giordano

 

Segretario:

  • Gino Rossi

 

 

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di Roberto Bianchin


123Non soffia aria buona per i circhi nelle sonnolente campagne del profondo Nordest, sulla direttrice che conduce da San Donà di Piave a Jesolo. Due fatterelli, piccoli di per sé ma indicativi, illuminano di una luce fastidiosa le due cittadine separate solo da una ventina di minuti, e istigano a una pacata, ma doverosa, indignazione. Il primo è accaduto a San Donà, dove l’amministrazione comunale (guidata da un sindaco di Fratelli d’Italia, Alberto Teso), ha rifiutato il patrocinio, anche a titolo gratuito, a una commemorazione in memoria dell’artista circense Moira Orfei nel decennale della scomparsa.


Non erano mica obbligati, certo. Tra l’altro Moira, battezzata Miranda, non era neanche nata a San Donà, ma a Codroipo (anche lì se ne sono dimenticati…). Senonché, la Regina del Circo aveva installato proprio a San Donà, nella storica Villa Ancillotto, i suoi quartieri d’inverno per quasi tutta la vita, a San Donà era stato celebrato il suo funerale, nel 2015, seguito da tutto il paese, e a San Donà vivono ancora molti dei suoi parenti. Quanto basta, riteniamo, per dedicarle una piazza, o almeno una strada. Nemmeno quella. A suo cugino Nando Orfei, un’altra leggenda del circo italiano, lo scorso anno, nel decennale della scomparsa, hanno intitolato addirittura due parchi pubblici, uno a Ferrara, l’altro a Peschiera Borromeo.


Adesso, hanno negato a Moira non solo la piazza, ma anche il ricordo. Suo nipote, Alessandro Serena, che guarda caso vive a San Donà ed è professore di storia del circo all’Università di Milano –con tanti saluti a chi sostiene che il circo non è cultura- aveva proposto al Comune semplicemente “un evento pubblico commemorativo”, in pratica uno show in piazza, davanti al Duomo, che all’amministrazione comunale non sarebbe costato nemmeno un soldo, anche perché le manifestazioni in ricordo di Moira (dieci giorni a Milano, altri a Legnago e Peschiera Borromeo) erano già finanziate dal Ministero della Cultura. “Non abbiamo mai ricevuto risposta”, dice Serena. Che tristezza.


L’altro fatterello, poco distante, protagonista anche qui un sindaco di Fratelli d’Italia (Christofer De Zotti), accade nella nota località balneare di Jesolo, dove da ben otto anni non arrivano più i circhi. Non ci arrivano non perché non ci vogliano andare, ma perché il Comune non ha un posto dove metterli. Incredibile ma vero. Sembra una farsa ma è successo veramente. Lo ha denunciato, con grande amarezza (ma lo farà anche con gli avvocati), il titolare del Circo Fratelli Grioni, Marco Grioni, un piccolo ma dignitosissimo complesso familiare in cui lavora tutta la sua famiglia, che si è visto per l’ennesima volta respingere la domanda di attendarsi in riva all’Adriatico. “Non abbiamo spazi adeguati nel nostro territorio”, ha risposto il primo cittadino, non sapendo o fingendo di non sapere che esiste una legge dello Stato italiano che obbliga –dicesi, “obbliga”- tutti i Comuni italiani a riservare uno spazio per ospitare i circhi, le giostre e gli spettacoli ambulanti.


Peggio ancora l’ha fatto un consigliere comunale, sempre di Jesolo (Daniele Bison, esponente di una lista civica di centrodestra), che nel tentativo di distinguersi dal suo sindaco, ha dichiarato: “Per quel che mi riguarda, i circhi senza animali sono i benvenuti a Jesolo”. Anche qui non sapendo o fingendo di non sapere che non esiste alcuna legge dello Stato italiano (almeno fino a questo momento) che vieta i circhi con gli animali. Peggio che andar di notte. Ora, il circo Grioni non ha animali. Ma anche se li avesse, avrebbe tutto il diritto di lavorare a Jesolo, benvenuto o malvoluto.


Non sarebbe male se gli amici del circo, gli appassionati, le associazioni di categoria facessero sentire la loro indignazione scrivendo delle mail, garbate ma vibranti, a questi ineffabili sindaci così scarsamente dotati di cultura circense.